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Era un venerdì pomeriggio quando Claudia ricevette un messaggio sul telefono.

“Domani sparisco dalla città. Ho affittato una baita sul lago. Ci vieni con me?”

Il cuore di Claudia accelerò. Era single da troppo tempo, e l’idea di una fuga segreta con Luca accese subito la sua fantasia. Rispose con un semplice: “Dimmi dove e a che ora.”

Alle 10 del sabato mattina, Claudia salì nella sua auto e si mise in viaggio verso il lago. Il pensiero di trovarsi sola con lui, lontana da occhi indiscreti, la eccitava come non succedeva da tempo. Indossava un vestitino leggero e sotto… nulla. Solo la voglia.

Quando arrivò, Luca l’attendeva già fuori dalla baita. Era vestito con una semplice maglietta bianca che lasciava intravedere il torace muscoloso. Il suo sorriso era un invito.

“Benvenuta nel nostro weekend segreto,” disse, baciandole la guancia. Il suo tocco fu leggero ma deciso, e Claudia avvertì un brivido lungo la schiena.

Appena entrati, non ci fu bisogno di parole. Luca la prese per la vita, la spinse delicatamente contro la parete di legno e la baciò. Le sue mani esplorarono il corpo di Claudia come se sapessero esattamente dove andare. Lei gemette piano, si sentiva già bagnata.

“Non hai niente sotto quel vestito, vero?” sussurrò Luca.

Claudia sorrise, sollevò lentamente il bordo e lasciò che lui lo scoprisse da solo. Luca si inginocchiò, affondando il volto tra le sue cosce, leccandola con una fame che la fece tremare. Le sue dita erano esperte, precise, e Claudia si aggrappò al suo collo mentre l’orgasmo la investiva.

Non era ancora passata un’ora da quando era arrivata e già sentiva di volere di più. Molto di più.

Salirono in camera. La baita aveva un letto grande con lenzuola bianche e una vista spettacolare sul lago. Ma l’unica cosa spettacolare in quel momento era Luca, che si spogliò lentamente davanti a lei. Il suo membro era già duro, pulsante, desideroso.

Claudia si sdraiò nuda sul letto, le gambe divaricate, invitandolo a entrare. Lui si avvicinò, la baciò sul seno, mordicchiò i capezzoli fino a farla gemere di nuovo, poi la penetrò con un unico colpo profondo.

Lei gridò il suo nome, mentre le sue mani la stringevano con forza per i fianchi. Si mossero lentamente all’inizio, poi sempre più veloci, in un ritmo selvaggio e liberatorio. Il letto scricchiolava, il respiro di entrambi si faceva sempre più affannoso, e quando vennero insieme, fu come un’esplosione.

Ma non era finita.

Il pomeriggio passò tra giochi erotici sul divano, carezze nella doccia, e un lungo massaggio con l’olio che Claudia aveva portato “per rilassarsi”. Quando Luca le legò i polsi con una sciarpa di seta e le sussurrò “ora stai ferma e lasciati andare”, lei capì che quel weekend non l’avrebbe dimenticato mai.

Il tramonto scaldava la stanza di luce dorata mentre lui la prendeva da dietro, lentamente, con dolce brutalità. Ogni colpo era una promessa, ogni carezza un’anticipazione.

Claudia non voleva più tornare in città.