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Una Fantasia

Ancora non riusciva a crederci. Eppure, in quel preciso momento, era lì: sotto casa loro, con il cuore che batteva forte, un misto di emozione e felicità che le scaldava il petto. Per poter suonare il campanello aveva dovuto appoggiare tutto: in una mano la scatola con due bottiglie di vino, nell’altra una busta con alcuni articoli comprati da Lola’s apposta per quell’occasione. Un gesto semplice, ma carico di significato. Quando il portone si aprì ed entrò, ebbe la netta sensazione di lasciarsi il mondo alle spalle. Lo scambio di messaggi era stato intenso, mai volgare. Umano. Profondo. Era durato sei mesi. Sei mesi da quando il suo sguardo si era fermato sulla loro foto profilo, una montagna come soggetto, apparentemente innocua. E invece da lì era nato tutto. Aveva pensato e fantasticato a lungo su quella possibilità a tre, ma fino a quel momento aveva incontrato solo uomini volgari, capaci di inviarle foto delle mogli o delle compagne come fossero oggetti da esibire. Questa volta era diverso. Dall’altra parte c’era una donna, risoluta e semplice, con un compagno. Insieme volevano esaudire una fantasia, senza forzature, senza esibizionismi. Lo scambio tra le due donne era stato avvolgente, caloroso, carico di sottintesi e desiderio trattenuto. Arrivata al piano, entrò in un appartamento semplice e accogliente. Fu accolta da due persone sorridenti, naturali, capaci di metterla subito a suo agio. La tensione iniziale si sciolse davanti a tre calici di vino rosso, tra sorrisi, presentazioni e sguardi che iniziavano a indugiare un po’ più del necessario. Fu l’uomo, finito il vino, a proporre di spostarsi in camera da letto. Una volta spogliati, la compagna iniziò a spompinare il partner con naturalezza, come un gesto intimo e quotidiano, poi chiese manforte alla terza. Le chiese di aiutarla a farlo godere, di succhiargli le palle mentre lei continuava con la bocca sul suo cazzo. Le due donne si tenevano per mano, un contatto semplice, quasi rassicurante, mentre a turno facevano godere l’uomo con la bocca. Era una presenza silenziosa ma intensa, un legame che rendeva tutto più vero. La terza donna, vedendo la padrona di casa china sull’uomo che ormai godeva, notò la sua figa rivolta verso l’alto, esposta, invitante. Le aprì le natiche con decisione e iniziò a leccarle la figa, lentamente, con attenzione. Proprio così, come aveva fantasticato per mesi, assaporando ogni sensazione che finalmente diventava reale.