Ci ritrovammo a casa sua, ubriache ma allegre, con quel sorriso sciolto che arriva solo quando l’alcol e il desiderio si mescolano. Avevamo passato la serata con i nostri amici, convinte che per quella notte non ci saremmo viste. Ma si sa, l’eros ama smentire i programmi. Il messaggio era arrivato alle 00.55. Mi cercava. E io non avevo avuto alcun dubbio. Appena entrata, ridendo le rinfaccio la promessa fatta poche ore prima: “Stasera niente di niente”. Non fa in tempo a rispondere. La sua lingua è già nella mia bocca, calda, decisa, affamata. Il bacio esplode, diventa subito profondo, sporco, e le nostre mani iniziano a cercarsi senza pudore, scivolando veloci verso le zone proibite. Quando le infilo la mano tra le gambe, la sento subito: liscia, senza un pelo, viva. La sua figa pulsa sotto le mie dita e inizia a bagnarsi, come se mi stesse aspettando da ore. La afferro, la sollevo da terra, sento il suo corpo stringersi al mio mentre dal corridoio la porto direttamente in camera da letto. La adagio sul letto, le sfilo i pantaloni con gesti rapidi, famelici. Prima di darle ciò che so che desidera, mi chino e le succhio l’alluce, lentamente, godendo del suo gemito sorpreso. Voglio eccitarla ancora, farle perdere il controllo. Allungo la mano verso il comodino e mi preparo: indosso lo strap-on, quello che ama di più. Lo lubrifico con cura, poi mi posiziono. Un solo colpo di bacino ed entro completamente dentro di lei. Iniziamo una danza sensuale e brutale allo stesso tempo, i nostri corpi che si muovono all’unisono, il letto che scricchiola sotto il ritmo che aumenta. Lei gode a ogni affondo. Lo sento da come si aggrappa alle mie braccia, da come le stringe forte ogni volta che mi muovo più a fondo, più decisa. Il suo respiro si spezza, la sua voce si fa più sporca. Non voglio che venga subito. Mi tolgo da lei all’improvviso. Le prendo il seno in bocca, lo succhio, lo mordo piano, poi scendo lentamente sulla pancia, fino ad arrivare alla sua figa gocciolante. Mi metto a leccarla senza freni. Il suo sapore mi riempie la bocca, la mia lingua sembra fuori controllo: la esplora, la lecca, la succhia con avidità. Quando sento che è sul punto di cedere, la faccio girare e mettere a pecorina. Mi lubrifico le dita, poi la mano. Inizio con due dita, poi tre. La quarta entra senza resistenza. Quando sento che è completamente allagata, le infilo tutta la mano. La sua figa si allarga, pulsa, si stringe e si apre attorno a me. Lei inizia a gridare dal piacere, mi implora di aumentare il ritmo. Obbedisco. Il movimento si fa più veloce, più profondo, finché sento uno spruzzo caldo sulla mano, che viene completamente inondata dal suo orgasmo pulsante. E non era finita. Perché poi ha voluto essere scopata tutta la notte, ancora e ancora, con lo strap-on e il suo fallo preferito, senza tregua, fino a non sentire più il tempo.

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